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Ti racconto una storia: IL FARDELLO


IL FARDELLO
Amelia è una bimba di 8 anni, vive felice con i suoi genitori e attorno a sé ha molti amici con cui ama passare le sue giornate, è una bimba apprezzata e sa farsi voler bene. È figlia unica e i genitori la amano moltissimo. Un giorno, mentre rientra a casa, Amelia vede suo papà in lontananza, sta per corrergli incontro ma si ferma quando vede una donna elegante avvicinarsi a suo padre e… prenderlo teneramente tra le braccia. Amelia rimane pietrificata! Che cosa sta succedendo? Chi è quella donna che abbraccia il suo papà? E Mamma? Amelia è molto affezionata al padre, si sente davvero a disagio e non sa che fare. Si chiude nel silenzio e osserva, solo allora si rende conto che il papà è spesso lontano per lavoro e lei resta sempre più spesso a casa sola con mamma; in quei momenti la osserva silenziosa da lontano, non può fare a meno di scorgere la tristezza negli occhi di sua madre. Così prende il coraggio e una sera, mentre è a casa sola con lei, le racconta quello che aveva visto qualche settimana prima. Poi scoppia in lacrime e si tuffa tra le braccia della mamma, che solitamente sono calde e accoglienti, ma questa volta la trova distante e fredda; piena di dolore e tristezza che non riesce a nascondere. Lo aveva sospettato ma ora ha la conferma; suo marito ha conosciuto un'altra donna. Si sente tradita, ha il cuore a pezzi. Si rende conto che non può più fingere di non sapere, così, al suo rientro, affronta il marito, che ammette di essersi innamorato di un'altra persona.
Decidono di separarsi. Amelia è affidata alla madre, che decide di tornare nella sua città di origine. Per Amelia la separazione dal padre e da tutti i suoi amici è un evento straziante, si sente triste sola, vorrebbe parlarne a qualcuno, ma nella nuova città non ha amici, e la mamma, caduta in una forte depressione, non riesce a darle quel sostegno che le servirebbe. Amelia si chiude in sé stessa, diventa scontrosa e soprattutto fa una promessa a sé stessa, farà di tutto per essere una brava bambina e rendere felice la mamma. Vedere la sofferenza della mamma per lei è davvero straziante, sarebbe disposta a fare di tutto pur di ritrovare la sua mamma di un tempo, vederla felice e realizzata; ma per la madre la situazione è troppo pesante. Già da bambina aveva perso il padre morto quando lei aveva appena cinque anni, e ora ha perso anche il marito, la persona a cui aveva dedicato tutta la sua vita. Per attenuare il dolore inizia a bere, questo le permette di assopire la sofferenza. Si prende poco cura di sé stessa e la sua salute ne risente. Inizia a soffrire di una serie di disturbi e spesso deve essere ricoverata in ospedale. La piccola Amelia cerca in tutti i modi di essere una figlia modello, in nessun modo vuole essere un peso in più per la mamma, che, poverina, ha già tanti problemi ed è già così sfortunata. Si impegna a scuola e studia assiduamente fino a quando si diploma come infermiera.

Amelia trova un lavoro e si trasferisce in una città a pochi chilometri da sua madre, ama il suo lavoro e lo svolge con il massimo impegno ma dopo pochi mesi inizia a soffrire di un forte mal di schiena, che le impedisce di svolgere il lavoro che tanto ama. Si rivolge al suo medico che le prescrive delle sedute di fisioterapia, Amelia sta meglio e riprende il suo lavoro. Ma dopo pochi mesi il mal di schiena si ripresenta. Il medico le prescrive altre sessioni di fisioterapia, e mentre aspetta nella sala d’attesa, inizia a sfogliare il libro appoggiato sul tavolino, il titolo l’aveva incuriosita “Ogni sintomo è un messaggio”. Subito va alla ricerca del significato del suo sintomo, il mal di schiena e legge con attenzione … “Quale sarà la causa del mio mal di schiena?” si chiede. Si aspetta di leggere una spiegazione causale, e invece si trova di fronte a una serie di domande? Amelia le legge attentamente, ma non capisce! Tornata a casa accende il suo computer e digita il titolo del libro e nome dell’autrice, Claudia Rainville; trova il suo sito e inizia a leggere! La cosa si fa sempre più interessante, non sa dire perché, ma intuisce che forse il suo mal di schiena ha origini emozionali. Con l’aiuto di un consulente Amelia ripercorre la sua storia, e riesce a comprendere come da piccola si era presa a carico la responsabilità della felicità di sua madre; e poi nel suo lavoro di infermiera si sentiva responsabile della guarigione dei suoi pazienti; erano tutti fardelli che si metteva sulle spalle, e che pesavano. Grazie al percorso intrapreso Amelia ha potuto capire che volersi fare carico della felicità e della salute altrui, ci porta a metterci sulle spalle un carico di cui non possiamo essere responsabili. Nel suo percorso ha imparato a prendere la responsabilità della sua salute e lasciare agli altri quella della propria felicità. Ha imparato a prendere le dovute distanze dalla sofferenza degli altri, per non lasciarsi travolgere. Ha imparato a creare la propria felicità e il proprio benessere per essere da esempio agli altri. Questa consapevolezza e questo nuovo atteggiamento le ha permesso di liberarsi dal mal di schiena. Ora svolge il suo lavoro con passione e dedizione, lasciando ad ognuno la responsabilità della propria salute e dando il suo supporto a chi lo desidera.

Soffri di mal di schiena? Chiediti:
Quando è iniziato? 
Che cosa vivevo in quel momento della mia vita? 
Mi sono sentito di dover portare un “peso” sulle spalle? 
Mi è mancato il sostegno di cui avrei avuto bisogno?

Per ulteriori dettagli puoi consultare il libro di Claudia Rainville 
“Metamedicina 2.0 Ogni sintomo è un messaggio” – lo puoi acquistare  QUI


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